Se stai pianificando l’acquisto di nuovi macchinari, infrastrutture IT o soluzioni digitali nei prossimi mesi, il 2026 è l’anno giusto per farlo. La Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) ha confermato la Nuova Sabatini e introdotto il nuovo regime di iperammortamento, due misure che – usate insieme – permettono alle PMI di recuperare tra il 50% e il 60% del costo netto di un investimento in beni strumentali 4.0.
Non si tratta di opportunità teoriche: i due strumenti sono già operativi, cumulabili, e la finestra temporale per accedervi è aperta. L’unica variabile da gestire è il tempo: le risorse Sabatini 2026 sono limitate e lo sportello può chiudersi prima della fine dell’anno.
Cos’è la Nuova Sabatini e come funziona nel 2026
La Nuova Sabatini è un’agevolazione del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) destinata a micro, piccole e medie imprese. Funziona come un contributo in conto interessi: lo Stato eroga un contributo a fondo perduto calcolato sugli interessi convenzionali di un finanziamento quinquennale, che l’impresa può stipulare tramite banca o leasing con un intermediario convenzionato MIMIT.
Le aliquote operative per il 2026 sono:
- BENI ORDINARI: Tasso convenzionale 2,75% → Contributo effettivo circa 7,72% dell’investimento
- BENI 4.0 E GREEN: Tasso convenzionale 3,575% → Contributo effettivo circa 10,08% dell’investimento
- BENI 4.0 + RICAPITALIZZAZIONE (micro/piccole): Tasso convenzionale 5,00% → Contributo effettivo circa 14,26% dell’investimento
Il finanziamento copre da un minimo di 20.000 euro fino a un massimo di 4 milioni di euro per impresa. Per importi fino a 200.000 euro il contributo viene erogato in un’unica soluzione; per importi superiori in cinque quote annuali.
Un dettaglio importante: la domanda deve essere presentata prima di avviare qualsiasi titolo di spesa. Qualsiasi ordine con acconto o prima fattura emessa prima della domanda telematica rende l’investimento non ammissibile.
Attenzione alle risorse disponibili. La dotazione 2026 è di 100 milioni di euro. Lo sportello può esaurirsi prima della fine dell’anno: chi ha già identificato il bene e il finanziatore ha interesse a presentare domanda senza attendere.
Cos’è il nuovo Iperammortamento e come funziona
L’iperammortamento 2026 (art. 1, commi 427-436, L. 199/2025) sostituisce i crediti d’imposta Transizione 4.0 e 5.0. Non è un credito compensabile in F24: è una maggiorazione del costo fiscalmente riconosciuto del bene, che si traduce in deduzioni più elevate ai fini IRES/IRPEF lungo tutto il piano di ammortamento.
Le aliquote di maggiorazione per investimenti in beni 4.0:
- Fino a 2,5 milioni di euro: +180% → il costo fiscale riconosciuto è il 280% del costo effettivo
- Da 2,5 a 10 milioni di euro: +100% → costo fiscale al 200%
- Da 10 a 20 milioni di euro: +50% → costo fiscale al 150%
Il risparmio fiscale effettivo dipende dall’aliquota applicabile: 24% IRES per le società di capitali, aliquote marginali IRPEF per imprese individuali e società di persone. A differenza del vecchio credito d’imposta 4.0, il beneficio si realizza progressivamente lungo il piano di ammortamento, non in compensazione immediata.
Finestra temporale: investimenti con consegna del bene dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028. Conta la data di consegna, non quella dell’ordine.
Condizioni da verificare prima dell’acquisto:
- Il bene deve essere nuovo e incluso negli elenchi degli Allegati IV e V della L. 199/2025
- Deve essere interconnesso al sistema aziendale di gestione della produzione
- È richiesta una comunicazione preventiva tramite piattaforma GSE (Gestore dei Servizi Energetici) prima di fruire del beneficio
Perché i due strumenti sono cumulabili
La norma (art. 1, comma 432, L. 199/2025) conferma esplicitamente la cumulabilità tra i due strumenti. Il motivo è semplice: agiscono su leve diverse.
La Nuova Sabatini abbatte il costo del finanziamento (contributo in conto interessi sull’importo finanziato). L’iperammortamento maggiora la base deducibile fiscale (impatto sull’imposta sul reddito). Non c’è sovrapposizione di quote di costo.
C’è però una regola da rispettare: il contributo Sabatini ricevuto riduce la base imponibile su cui calcolare la maggiorazione dell’iperammortamento (principio di nettizzazione). Questo calcolo va applicato correttamente per evitare contestazioni in sede di controllo.
Simulazione: quanto recuperi su un investimento da 200.000 euro
Prendiamo il caso concreto di una piccola impresa manifatturiera costituita come S.r.l. (IRES 24%) che acquista in leasing una soluzione IT 4.0 del valore di 200.000 euro (IVA esclusa), con piano di ammortamento decennale.
Contributo Nuova Sabatini (beni 4.0): 200.000 × 10,08% = 20.160 euro a fondo perduto, erogati in 5 quote annuali.
Iperammortamento (fascia fino a 2,5M €, maggiorazione +180%): Base netta: 200.000 − 20.160 (contributo Sabatini) = 179.840 euro. Maggiorazione: 179.840 × 180% = 323.712 euro di deduzione aggiuntiva totale. Risparmio fiscale IRES (24%): 323.712 × 24% = 77.691 euro, distribuiti in 10 anni.
Totale recupero stimato: circa 97.851 euro, pari al 49% del costo netto IVA.
Questi numeri mostrano con chiarezza perché la combinazione Sabatini + Iperammortamento rappresenta oggi una delle leve più concrete per abbattere il costo reale di un investimento tecnologico.
Gli errori da evitare
Due criticità ricorrono con frequenza nelle pratiche Sabatini e vale la pena segnalarle.
La prima è avviare l’investimento prima di presentare la domanda. È la causa di esclusione più comune e non è sanabile: qualsiasi titolo di spesa emesso prima della domanda telematica sul portale MIMIT compromette l’accesso all’agevolazione.
La seconda è non ridurre correttamente la base di calcolo dell’iperammortamento del contributo Sabatini ricevuto. La norma lo impone esplicitamente: omettere questo passaggio espone a contestazioni in sede di verifica fiscale.
Come procedere in concreto
Il processo richiede di rispettare una sequenza precisa:
- Verificare l’ammissibilità del bene prima di procedere con qualsiasi acquisto o ordine
- Presentare la domanda Sabatini tramite la piattaforma telematica del MIMIT, attraverso una banca o intermediario convenzionato
- Completare l’investimento entro 12 mesi dalla stipula del contratto, conservando tutta la documentazione con il Codice Unico di Progetto (CUP) riportato in fattura
- Inviare la comunicazione al GSE per l’iperammortamento prima di fruire del beneficio fiscale in dichiarazione
- Richiedere l’erogazione del contributo Sabatini tramite la banca, inviando la documentazione di spesa al MIMIT. In caso di erogazione rateale, la richiesta va rinnovata annualmente
- Applicare la deduzione maggiorata nelle dichiarazioni dei redditi, proporzionalmente alle quote di ammortamento di competenza
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Capire quali investimenti IT qualificano, come strutturare la documentazione e come coordinare i passaggi con il finanziatore richiede competenza tecnica e conoscenza normativa.
EasytechGroup supporta le PMI nella valutazione degli investimenti tecnologici nell’ottica degli incentivi disponibili: dalla verifica della classificazione 4.0 dei beni alla consulenza nella scelta delle soluzioni più adatte a massimizzare i benefici fiscali e contributivi.
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